Alfredo Oriani il corpo e la tecnologia, dalla scoperta dell’individuo liberale alla manipolazione fascista

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Authors: Dino Mengozzi
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Abstract

La “scoperta” del corpo in Alfredo Oriani (1852–1909) costituisce un problema storiografico. Curiosamente egli fu tra i primi ad avere coscienza dell’importanza della corporeità nell’epoca liberale e al contempo sarà il principale simbolo dello spossessamento di quel corpo, per opera di Mussolini e del fascismo, quando Oriani era già morto da un quindicennio. Nell’Italia ancora rurale degli ultimi decenni dell’Ottocento, l’avvento della tecnologia rivoluzionava l’idea del corpo e delle sue possibilità. Molti ne furono spaventati temendo una deriva individualistica. Oriani invece, intuiva nella bicicletta quella “protesi” meccanica capace di potenziare i corpi, fino a vincere i limiti e le tradizionali paure degli elementi naturali. Oriani elevava così il corpo fisico alla nobiltà delle tradizionali facoltà mentali, definendo un Io corporeo e la conquista di un “tempo per sé”, come possiamo cogliere nel suo diario di un lungo viaggio in bicicletta del 1897. Questo Oriani era sacrificato dall’appropriazione compiuta da Mussolini, nel 1924, con cui il Duce inaugurava l’“orianesimo fascista”. Oriani era dichiarato “precursore” del fascismo e fatto oggetto di un culto di tipo collettivista che cancellava quell’emancipazione individuale, che Oriani aveva affidato al partito liberale, definito “partito del futuro”, per la difesa della libertà e della sovranità dell’individuo.

Fields of Study & Subjects

Italian Fascism and Post-war Society Corporeality Perception and Education Biographical and Historical Analysis

Publication details

Journal / source
Forum Italicum A Journal of Italian Studies
Publication date
30 January 2026
Language
EN