Studi Slavistici - contenuto non piu disponibile
Abstract
Questo volume di Ol'ga Strachova offre un contributo rilevante per la ricostruzione delle origini del famoso Vangelo di Reims, oggetto in passato di diverse intepretazioni e polemiche.La studiosa esordisce con una presentazione del codice -sia della parte cirillica (xi sec.), di origine slava orientale, donata probabilmente dall'imperatore Carlo iv al monastero praghese di Emmaus, sia della parte glagolitica, probabilmente realizzata per questo monastero nel 1395, -giunto poi a Reims nel xvi sec., dove fu usato per l'incoronazione dei re di Francia.La parte glagolitica appare testualmente affine ai messali di area croata della prima metà del xiv sec., mostrando l'infuenza delle parlate čakave, anche se è stato copiato in un contesto in cui nella comunità monastica praghese dominava ormai, come dimostra il colofone con i suoi boemismi, l'elemento ceco.Le trentadue ricorrenze liturgiche con le loro pericopi iniziano con la domenica delle Palme e comprendono una serie di memorie legate anche a culti locali, come la festa dei santi Procopio, fondatore del monastero boemo di Sazava, in cui si conservò a lungo la tradizione bizantino-slava, Gerolamo, Cirillo e Metodio, Benedetto e Venceslao, tutte celebrazioni in cui l'abate poteva fregiarsi del pastorale.La loro analisi mostra, comunque, nella parte glagolitica delle fondamentali differenze dalla struttura del messale Romano (che inizia con le celebrazioni dell'avvento) e dalla sequenza delle solenni festività nella cattedrale praghese (vedi le diverse tabelle).Questa struttura lo rende un unicum che la studiosa definisce come "lezionario glagolitico".La studiosa spiega la compilazione della parte glagolitica mettendo in relazione in primo luogo la data del lunedì di pasqua, indicata il 29 marzo, con la festa della dedicazione della chiesa del monastero di Emmaus, che nel 1372, anno della sua consacrazione, cadeva nello stesso giorno.La domenica delle Palme, con cui inizia la parte glagolitica, doveva essere celebrata il 21 marzo, rimandando a un altro evento importante della storia della capitale boema: proprio quel giorno del 1350 erano giunte a Praga da Karlštejn le preziose reliquie appannaggio della dinastia imperiale per un'ostensione pubblica nella piazza centrale, poco distante dal medesimo monastero.In secondo luogo, la studiosa rileva che il frammento del lezionario cirillico del codice, attribuito a Procopio, finisce con le letture del 9 marzo, precedendo coerentemente nell'ordine liturgico la parte glagolitica.La continuità delle due parti del codice testimonierebbe che nel monastero di Emmaus si conoscesse la tradizione bizantino-slava.La creazione del Vangelo di Reims è messa, infine, in relazione con il frammento di un vangelo greco, attribuito a San Marco dalla Leggenda aurea, che l'imperatore Carlo iv aveva acquistato ad Aquileia e che, come una preziosa reliquia, veniva portato in processione la domenica di Pasqua. R e c e n s i o n iAllo stesso modo il nuovo codice che conteneva il frammento cirillico attribuito a Procopio, come attesta il colofone glagolitico, e che presentava una preziosa legatura, arricchita di antiche reliquie, assume un'importante funzione rituale e viene usato per la liturgia slava in alcune celebrazioni solenni del monastero di Emmaus.La studiosa non entra nei dettagli delle successive vicende del codice, facendo cenno semplicemente alla possibilità che il vangelo fosse giunto a Costantinopoli per tramite dell'ambasceria hussita nel 1452, all'epoca dei contatti con la chiesa ortodossa, e che da lì fosse poi giunto in Francia.In appendice al volume viene presentata una nuova edizione del testo in parallelo con le testimonianze dei messali di Hervoje e di New York.Si tratta di una ricostruzione nel complesso convincente che mostra quanto non si fossero del tutto appannate le relazioni interslave non solo all'interno della Slavia latina, con il mondo croato-glagolitico, di cui tuttavia esistono molte altre testimonianze, ma anche con la Slavia ortodossa, attraverso le memorie di Sazava, nel contesto delle relazioni con il mondo ruteno.Vorremmo, tuttavia, suggerire che non ci sembra corretta la definizione di "testo paraliturgico", perchè dalla ricostruzione si può evincere che si tratta di un vero e proprio libro liturgico, pur con funzioni e destinazioni particolari, come poteva essere, per esempio, nella tradizione latina il rotolo dell'Exultet.
Fields of Study & Subjects
Linguistic Studies and Language Acquisition
Linguistics
Language Diversity
and Identity
French Language Learning Methods
Publication details
- Volume
- 13
- Pages
- 404–406
- Publication date
- 8 July 2026
- Language
- EN