Dall'archivio al laboratorio di storia: scritture migranti tra luoghi, percorsi e progetti didattici
Abstract
L'insegnamento della storia rappresenta uno snodo nevralgico nel sistema educativo, uno “spazio” in cui si aprono orizzonti pedagogici e didattici oggetto di un’approfondita riflessione metodologica, determinata da domande sempre nuove sui processi storici legate alle istanze del presente. Le sfide partono infatti dalla percezione, diffusa tra i discenti, di una disciplina relegata al passato e distante dalle dinamiche – se non dalle criticità – del mondo contemporaneo: una presunta disconnessione che alimenta la necessità di rinnovamento delle metodologie didattiche tradizionali di insegnamento, che implica una riconsiderazione epistemologica della disciplina stessa, promuovendo una visione della storia a scuola – dalla primaria fino all’università – non come mero elenco di fatti conclusi, bensì come processo dinamico di interpretazione, analisi critica e costruzione di significati attualizzati. In un'epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti sociali, culturali e tecnologici, interrogarsi sul ruolo e sul significato della storia in ambito educativo appare ineludibile. Abbiamo ancora bisogno della storia? Questa domanda, apparentemente retorica, sottende un dibattito vivace e di lungo periodo sull'importanza di comprendere il passato, di sviluppare un pensiero critico e costruire una coscienza collettiva consapevole. La risposta a tale interrogativo risiede, in parte, nella capacità di ripensare la narrazione della storia al fine di abbandonare una visione lineare e spesso eurocentrica – prospettiva che sembra invece riemergere dalle nuove Indicazioni nazionali di storia proposte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nel 2025 – e porre l'accento sulla pluralità delle voci, la complessità degli eventi e sull'interconnessione tra il locale e il globale, tra dimensione soggettiva e collettiva. In questo paradigma, il punto di vista culturale assume un ruolo centrale, permettendo di comprendere le mentalità, i valori e le pratiche delle società del passato e offrendo strumenti interpretativi più ricchi e sfaccettati per comprendere il presente. In tale contesto il laboratorio di storia si configura come uno spazio di apprendimento privilegiato per progettare materiali didattici coerenti a situazioni della vita reale (Autenticità), che favoriscano il pensiero critico (Riflessione) e promuovano l’apprendimento tra pari (Collaborazione), come suggerito dalle rilevazioni internazionali condotte negli ultimi anni dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OCSE), dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, la Comunicazione e l’Informazione (UNESCO) e dai risultati dell’indagine Trends in International Mathematics and3 Science Study (TIMSS): un ambiente dinamico in cui gli studenti sono chiamati a "fare storia", a interrogare le fonti, a elaborare interpretazioni e a confrontarsi su prospettive differenti, perfino divergenti. L'esplorazione del passato attraverso le scritture personali di gente comune, voci spesso marginali e marginalizzate, dischiude ad esempio dal punto di vista didattico ampie possibilità di comprensione delle esperienze umane e delle dinamiche sociali che si sviluppano nel contesto dei grandi avvenimenti storici. Affinché tale approccio possa esprimere il suo potenziale è fondamentale che l’insegnamento della storia si apra al territorio, inteso come archivio diffuso e rete di relazioni, alimentando un dialogo costante tra scuola e comunità. La collaborazione tra istituzioni scolastiche e culturali rappresenta quindi un elemento cruciale per arricchire l'offerta formativa, per connettere l'apprendimento in aula con il patrimonio storico e culturale presente nella comunità – che diventa a sua volta strumento didattico – per promuovere una cittadinanza attiva e consapevole. Partendo da tali premesse, la presente ricerca – alla luce delle principali proposte didattiche offerte da varie istituzioni culturali nazionali – esplora le potenzialità dell’uso dei materiali di scrittura popolare per costruire e comunicare la storia, in particolar modo nella scuola secondaria di secondo grado, analizzando metodi e pratiche capaci di promuovere un'educazione di qualità. Le testimonianze scritte soggettive, intese come patrimonio culturale, divengono così il fulcro di un processo educativo che mira a sviluppare negli studenti la capacità di interpretare criticamente il passato, attraverso singoli vissuti che funzionano come tessere di un puzzle. In particolare, il fenomeno migratorio italiano tra Ottocento e Novecento, con la sua ricchezza di storie individuali e collettive, viene assunto come case study: l'approccio metodologico incentrato sulla valorizzazione dei materiali conservati in archivio – luogo percepito e vissuto attraverso la prospettiva “eccentrica” della pedagogia rispetto all’ambito disciplinare puramente storico – dischiude una preziosa opportunità di confronto e l'attenzione si è focalizzata sulle modalità attraverso le quali le migrazioni vengono narrate e rappresentate attraverso le fonti conservate all'interno di questi specifici contesti archivistici.–– Il percorso si articola seguendo una metodologia che prevede, in primo luogo, una ricognizione critica e una riflessione sulla didattica della storia, declinata anche nel contesto della storia delle migrazioni, definendo lo scopo della ricerca e gli obiettivi specifici prefissati. Un aspetto cruciale dello studio è rappresentato dalla creazione di reti territoriali per lo sviluppo di percorsi di apprendimento innovativi di cui il percorso di ricerca è stato parte integrante, soprattutto in relazione alla sinergia stabilita tra l'Archivio Ligure della Scrittura Popolare (ALSP) attivo nel Dipartimento di Scienze della Formazione primaria dell'Università di Genova, il Sistema Museale dell'Ateneo genovese (SMA) e l'Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE). 4 La selezione delle fonti primarie è avvenuta all’interno dall’ALSP e si è concentrata su quattro fasi chiave dell'esperienza migratoria: i motivi e i preparativi della partenza, il viaggio e le esperienze a bordo, l'arrivo e l'inclusione nel Paese di accoglienza, l'eventuale ritorno alla terra d'origine. I materiali, che spaziano da lettere a diari, da fotografie a cartoline, si sono rivelati preziosi e per certi aspetti insostituibili al fine di ricostruire le microstorie, il vissuto dei protagonisti delle migrazioni. Una volta selezionato, il corpus di fonti ha costituito il nucleo fondamentale per la realizzazione del percorso didattico dedicato alla storia delle migrazioni italiane, che ha visto nella sua fase sperimentale il coinvolgimento di sei istituti scolastici secondari di secondo grado dislocati sul territorio genovese. Scopo di questo percorso laboratoriale, che ha incluso anche la progettazione di uno strumento ludico-didattico, il MigraStorie, è stato trasformare le testimonianze dirette del passato in strumenti di apprendimento dinamici e coinvolgenti per le nuove generazioni. L’analisi dei dati raccolti attraverso questionari pre e post-intervento, unitamente alle osservazioni condotte in itinere durante il laboratorio, ha permesso di riflettere sull'impatto della sperimentazione didattica in riferimento alle conoscenze pregresse e acquisite, oltre che sulle competenze e le percezioni degli studenti nei confronti del fenomeno migratorio. L'analisi dei risultati ottenuti ha consentito inoltre di individuare buone pratiche didattiche, di raccogliere spunti per future ricerche e sperimentazioni, ma anche di delineare i limiti di tale approccio. La tesi si propone infine come contributo alla riflessione sulle modalità attraverso le quali la storia, raccontata e vissuta attraverso le testimonianze dirette, possa divenire uno strumento per la formazione dei nuovi cittadini.
Fields of Study & Subjects
Educator Training and Historical Pedagogy
Historical Education Studies Worldwide
Immigration and Intercultural Education
Publication details
- Journal / source
- CINECA IRIS Institutial Research Information System (University of Genoa)
- Publication date
- 30 January 2026
- Language
- IT
- Document type
- Thesis