6 Nota al testo

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Authors: Andrea Ferrando
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Abstract

Nota al testo 6.1 Il testimone: descrizione codicologica e paleografica 6.1.1Il manoscritto e la scritturaIl codice, in pergamena, è conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, nel fondo Chigiano, con segnatura Chig.M. IV. 99. 1 Nel complesso il manoscritto è in buono stato di conservazione.Il supporto, di discreta lavorazione, stimabile per la contenuta disomogeneità cromatica tra lato pelo e lato carne, 2 rivela in alcuni punti segni di deterioramento, dovuti a macchie di umidità che hanno compromesso la lettura di alcune porzioni di testo.Le dimensioni del codice sono straordinariamente piccole: cm 11 × 8,3, e sono solo in parte condizionate da operazioni di 1 La segnatura è presente nella parte interna del piatto anteriore, in alto a sinistra.Essendo, come detto, il manoscritto sprovvisto di studi bibliografici, si forniscono in questa sede gli elementi necessari per tracciarne un profilo generale.Sono molto grato alle professoresse Teresa De Robertis, Nicoletta Giovè Marchioli e Sandra Macchiavello, delle cui esperte consulenze mi sono avvalso per la stesura del presente capitolo.2 La sostanziale uniformità riscontrata tra i diversi lati è comune a gran parte dei codici di età tardomedievale, poiché le tecniche di lavorazione della pergamena hanno raggiunto in quest'epoca un alto grado di sviluppo e di perfezionamento.Sommario 6.1 Il testimone: descrizione codicologica e paleografica.-6.1.1Il manoscritto e la scrittura.-6.1.2La configurazione originaria e quella attuale del manoscritto.-6.1.3Numerazioni e lacune.-6.2 Criteri di edizione.Ferrando 6 • Nota al testo Filologie medievali e moderne 36 | 31 80Fiore dei conversi.Testo inedito di fine secolo XIV, 79-90 rifilatura, che hanno interessato soprattutto il margine superiore delle carte.Il disegno originario era presumibilmente orientato alla realizzazione di un manoscritto adatto a una lettura intima, meditata e personale, in consonanza con prodotti simili, contenenti tipologie testuali quali bibbie, libri d'ore, salteri.3 Le misure così contenute del codice e la sua generale essenzialità o, meglio, povertà decorativa suggeriscono -insieme all'intonazione prettamente parenetica e spirituale che denota il testo -una forte vicinanza all'impianto formale e alle funzioni di diversi manufatti librari confezionati in àmbito francescano.4 Il manoscritto è attualmente composto di 187 carte; è corredato da sei carte di guardia (tre all'inizio e tre alla fine) in materiale cartaceo, privo di filigrana, che contengono l'indice dei sonetti in ordine alfabetico, realizzato da una mano moderna, databile al sec.XIX.L'autore di questo lavoro di indicizzazione, rintracciabile anche in altri codici del fondo, 5 è forse da individuare in Giuseppe Cugnoni , bibliotecario, a partire dal 1873, del principe Mario Chigi Albani della Rovere , a cui è affidato il compito di inventariare e riordinare il ricco patrimonio librario chigiano.6 È assente il colophon, per cui non è possibile individuare il luogo e il tempo di composizione del manufatto.La scrittura è una littera textualis molto approssimativa, oscillante per modulo e distanza tra lettere e tra parole, e collocabile alla fine del sec.XIV; ad eccezione della lettera a, sempre corsiva, essa rivela tutte le caratteristiche della rotunda.7 Il ductus è piuttosto disteso e arioso nei tratti e il testo è contrassegnato da un'altissima percentuale di abbreviazioni, spesso non regolari, difficilmente riscontrabile anche in testi in volgare.3

Fields of Study & Subjects

Libraries Manuscripts and Books Medieval Literature and History Classical Studies and Philology

Publication details

Publication date
12 January 2026
Document type
Book chapter