7 • Tra innovazione e diversificazione, la transizione complessa del cluster automotive piemontese
Abstract
Cominu (IRES Piemonte, Italia) Fulvia Zunino (IRES Piemonte, Italia) Sommario 7.1 Introduzione.-7.2 Caratteristiche salienti e tendenze strutturali del cluster piemontese.-7.3 Gli investimenti delle imprese piemontesi in innovazione.-7.3.1 Le caratteristiche degli investimenti delle imprese del cluster piemontese.-7.3.2L'attività di ricerca e sviluppo.-7.3.3Una tipologia riepilogativa dell'orientamento all'innovazione.-7.4I percorsi di diversificazione produttiva del cluster piemontese.-7.5 Caratteristiche e tendenze dell'occupazione all'interno della filiera automotive piemontese.-7.5.1 Caratteristiche qualitative dell'occupazione.-7.5.2 Distribuzione degli occupati per area aziendale.-7.5.3 L'impatto atteso dell'elettrificazione sull'occupazione del cluster piemontese.-7.6 Conclusioni. IntroduzioneQuello chiusosi potrebbe essere ricordato come un anno cruciale per l'ecosistema automotive piemontese.Nel 2025 si è registrato uno dei punti di minimo nella produzione locale di autoveicoli, a fronte dell'incerta 'tenuta' del cluster dei componenti e dei servizi collegati.La parziale e condizionata ripresa produttiva di Mirafiori, nella parte finale dell'anno, è legata al lancio della versione ibrida Mild della Fiat 500, nel contesto però di un nuovo salto nella dismissione di asset industriali (e non solo) da parte del gruppo proprietario di riferimento.I livelli della produzione finale del polo torinese, da tempo stabilmente sotto i 100mila veicoli/anno, fino all'ultimo trimestre del 2025 erano stati inferiori al 2024 (18.450 unità, -17%), in cui si erano realizzate solo 25.920 autovetture.La successiva entrata in produzione della 500 MHEV (Mild Hybrid Electric Vehicle), con 4.580 unità realizzate nella parte finale dell'anno, ha consentito di raggiungere quota 30.000 veicoli (30.202).La 500 ibrida potrebbe concorrere al rialzo dei livelli produttivi, qualora gli obiettivi dichiarati (100mila veicoli/anno) trovassero riscontro sul mercato.Per il 2027 è prevista l'entrata in produzione di una 500 BEV equipaggiata con batterie Stellantis e nel 2030 debutterà la nuova generazione di questo modello.144 Cominu, Zunino.La transizione complessa del cluster automotive piemontese Osservatorio sulle trasformazioni dell'ecosistema automotive italiano 2025, 143-170 Ciò assicura una missione produttiva a Mirafiori (degli attuali plant italiani di Stellantis il solo cui non sia destinata una 'piattaforma'), per quanto associata esclusivamente a un modello.La definitiva dismissione del 'polo del lusso' (il 2025 ha visto il trasferimento delle residuali produzioni Maserati a Modena) ne condizionano infatti il futuro alla performance della Fiat 500.Nel polo torinese sono insediate anche altre attività, dalla produzione del cambio e-DCT all'Hub per economia circolare inaugurato nel 2023 al Battery Technology Center.Sono stati inoltre assunti impegni per lo sviluppo delle attività di innovazione e si sono insediati alcuni uffici centrali (da inizio 2025 sono operative la sede europea di Stellantis e quella globale di Pro One), oltre all'investimento nel Green Campus Mirafiori.Rimane attivo, dunque, un nucleo manifatturiero e di servizi, che non compensa tuttavia la contrazione di funzioni direzionali e di ricerca seguita alla nascita del gruppo Stellantis: come è stato evidenziato (IRES Piemonte 2024) è uno scenario di scivolamento verso la «semi-periferia» (Pavlinek 2018).Nel 2025 il processo di riallocazione di capitale e baricentro strategico da parte di Exor dai business più radicati sul territorio (industriali e non solo) verso altri settori ha registrato un nuovo salto, con la cessione a One Equity Partners del 50,1% di Comau, gruppo di rilevanza strategica per le competenze nell'automazione e nella robotica avanzata, e del ramo veicoli industriali e commerciali di Iveco a Tata Motors.È superfluo richiamare la rilevanza del Gruppo Iveco, che nel torinese (tra Iveco e FPT Industrial) impiega 6,4mila addetti; Iveco è capofila di numerosi programmi sulle propulsioni alternative e ha una valenza importante per la componentistica.Queste cessioni non hanno finora generato effetti sull'occupazione, ma occorre prendere atto dell'ulteriore rarefazione di player con il cervello direzionale sul territorio, con quanto ciò implica in termini di sviluppo prodotto e prossimità ai network locali generativi di conoscenze.Sono infatti questi nuclei tecnologici e progettuali a sviluppare l'infrastruttura cognitiva per accompagnare le trasformazioni più radicali.Operazioni di riassetto proprietario hanno riguardato anche altre importanti firme.Il gruppo Audi, che nel 2010 aveva acquistato Italdesign, ha di recente ceduto la maggioranza delle quote alla società californiana (a capitale indiano) UST, specializzata in servizi informatici.La cessione rientrerebbe in un accordo più ampio, ma l'operazione ha sollevato interrogativi, alla luce dei buoni riscontri di mercato dell'impresa, e delle specializzazioni di UST, non legate al settore auto.Nel 2025 si è osservato un cospicuo e accresciuto ricorso agli ammortizzatori sociali; tra gennaio e settembre sono state autorizzate 46,2 milioni di ore di CIG, +37,6% rispetto allo stesso periodo del 2024 (+120,3% sul 2023).Il contributo del comparto autoveicoli e dei settori maggiormente collegati (gomma e plastica, prodotti in metallo, macchine strumentali) a questo incremento è stato rilevante: la percentuale di ore 146 Cominu, Zunino.La transizione complessa del cluster automotive piemontese Osservatorio sulle trasformazioni dell'ecosistema automotive italiano 2025, 143-170
Fields of Study & Subjects
Regional Development and Innovation
Regional resilience and development
Agglomeration and Urban Systems
Publication details
- Publication date
- 3 March 2026
- Language
- IT
- Document type
- Book chapter