Prefazione Flussi migratori e confini fluidi in europa: una sfida epocale?

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Authors: Stefano Bianchini
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Abstract

Introduzione. Riformismo comunitario e fluidità dei confiniParrà scontato al lettore, ma la convenzione di Schengen, entrata in vigore il 26 marzo 1995 inizialmente fra i paesi firmatari dell'accordo omonimo del 1990 e successivamente estesa fino a comprendere 29 Stati europei, più quattro associati nel 2023, ha costituito un atto politico di grande coraggio e, si potrebbe dire, rivoluzionario, relativamente al concetto di stato dominante in Europa.Infatti, pur prevedendo il ricorso a temporanee sospensioni, grazie a quell'accordo sono state abolite le frontiere interne, agevolando così la libera circolazione delle persone in uno spazio europeo di ampie dimensioni per la prima volta dall'inizio della Grande Guerra.La mobilità individuale che ne è seguita ha assunto in breve tempo una dimensione consistente e tale da rendere fluidi i confini degli Stati-nazione aderenti.In breve, ha preso avvio un processo sociale transnazionale e sincretico che si è manifestato su vari piani: culturale, economico, linguistico, educativo, identitario, in netto contrasto con le dinamiche politiche sviluppatesi nel corso del Novecento.Secondo recenti dati forniti dal Ministero degli Esteri Sommario 1 Introduzione.Riformismo comunitario e fluidità dei confini.-2 Statinazione e confini rigidi.L'esperienza storica del Novecento.-3 Migrazioni, identità e confini: l'Unione europea alla ricerca di se stessa.-4 Modernità, migrazioni e percezioni contrastanti dei confini oggi.-5 Conclusioni.Eurasiatica 23 12 Verso una nuova geografia della mobilità in Europa ed Eurasia, 11-28 italiano, ogni anno vengono effettuati 1,25 miliardi di viaggi da parte di cittadini dei paesi europei aderenti all'accordo.Sarebbe già sufficiente questa informazione per comprendere l'impatto che la libera circolazione esercita sulle società europee, a livello sia locale sia internazionale.Vale, tuttavia, ricordare che tale trasformazione si è concretizzata in un momento particolare della storia europea, allorché è stato posto un freno, ancorché non definitivo, al sanguinoso collasso della Jugoslavia, mentre il crollo del campo sovietico ha favorito la maturazione di decisioni normative di lungo periodo in relazione all'allargamento a est e all'approfondimento della governance comunitaria nei 12 Stati membri dell'Unione europea.Tali orientamenti sono stati efficacemente descritti dall'allora ministro degli Esteri tedesco, Joschka Fischer, nel suo famoso discorso alla Humboldt University del 12 maggio 2000.D'altra parte, l'importanza di tali scelte politiche è stata percepita e commentata in numerose pubblicazioni uscite a cavallo del millennio, soprattutto negli Stati Uniti.Studiosi di riconosciuto prestigio e commentatori influenti, fra cui Jeremy Rifkin e Elisabeth Pond, hanno riconosciuto l'UE come un nuovo attore internazionale, originale ed efficace.Con una certa sorpresa, essi hanno constatato che i tradizionali 'guerrafondai Stati europei' avevano scoperto una via capace di 'inventare la pace' attraverso l'espansione della democrazia, dello stato di diritto e dell'integrazione economica, mediante negoziati e l'armonizzazione della legislazione.1 Si trattava di un metodo inedito, ben diverso dalla diffusa convinzione statunitense secondo cui, al di fuori del mondo euro-atlantico, pace e democrazia si potevano realizzare solo tramite interventi militari seguiti dal varo di costituzioni ottriate, benché tale comportamento sia sempre fallito, tranne nei casi di Germania e Giappone alla fine della II guerra mondiale, in un contesto peraltro del tutto peculiare e irripetibile.Al contrario, il 'sogno europeo', come fu chiamato in contrapposizione al 'sogno americano', era parso fondarsi sull'impegno a favore della pace quale pilastro fondamentale dell'integrazione europea fin dai suoi esordi, nel 1951, con l'istituzione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio.Questo impegno fu ulteriormente consolidato dai Trattati di Roma del 1957 e dai successivi trattati internazionali.È stato, dunque, a seguito di tali dinamiche, e nel contesto geopolitico caratterizzato tanto dal superamento del campo socialista, quanto dalle violenze del nazionalismo in Jugoslavia, Moldavia e Caucaso, che si sono realizzate le condizioni affinché la rigidità dei confini degli Stati membri dell'UE venisse gradualmente meno.Sicché,

Fields of Study & Subjects

Gender and Women's Rights Migration Refugees and Integration Migration and Exile Studies

Publication details

Publication date
27 February 2026
Language
IT
Document type
Book chapter