Essere donna, essere madre. Per un cambio di prospettiva della gestazione per altre/i
Abstract
Il saggio analizza criticamente l’approvazione del disegno di legge che introduce in Italia il “reato universale” di gestazione per altri (GPA), evidenziandone la natura ideologica e punitiva. Tale misura viene interpretata come espressione di un uso iper-simbolico del diritto penale, funzionale alla riaffermazione di una visione patriarcale della maternità e della famiglia “naturale”. L’analisi propone un cambio di prospettiva: spostare l’attenzione dalla retorica della vittimizzazione e della mercificazione del corpo femminile al riconoscimento della soggettività e dell’autodeterminazione delle donne. La GPA è considerata non come pratica aberrante, ma come esperienza complessa di relazione fra donne, in cui possono coesistere libertà, solidarietà e desiderio procreativo. Viene sostenuta la necessità di una regolamentazione che ponga al centro la libertà personale e la tutela dei diritti di tutti i soggetti coinvolti — donne gestanti, genitori intenzionali e nati — piuttosto che una logica repressiva fondata sul divieto. La gestazione per altre/i è riletta come possibile espressione di autonomia femminile e come occasione per ripensare i significati di maternità, filiazione e famiglia. In questa prospettiva, la pluralità delle forme familiari e delle esperienze materne viene riconosciuta come elemento di evoluzione sociale e simbolica, in contrasto con l’imposizione normativa di modelli unici e universali.
Fields of Study & Subjects
Feminism
Gender
and Sexuality Studies
International Human Rights and Reproductive Law
Gender and Feminist Studies
Publication details
- Journal / source
- Studi e ricerche del Dipartimento di Lettere e Filosofia
- Pages
- 15–42
- Publication date
- 1 January 2026
- Document type
- Book chapter