Essere donna, essere madre. Per un cambio di prospettiva della gestazione per altre/i

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Authors: Grazia Zuffa
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Abstract

Il saggio analizza criticamente l’approvazione del disegno di legge che introduce in Italia il “reato universale” di gestazione per altri (GPA), evidenziandone la natura ideologica e punitiva. Tale misura viene interpretata come espressione di un uso iper-simbolico del diritto penale, funzionale alla riaffermazione di una visione patriarcale della maternità e della famiglia “naturale”. L’analisi propone un cambio di prospettiva: spostare l’attenzione dalla retorica della vittimizzazione e della mercificazione del corpo femminile al riconoscimento della soggettività e dell’autodeterminazione delle donne. La GPA è considerata non come pratica aberrante, ma come esperienza complessa di relazione fra donne, in cui possono coesistere libertà, solidarietà e desiderio procreativo. Viene sostenuta la necessità di una regolamentazione che ponga al centro la libertà personale e la tutela dei diritti di tutti i soggetti coinvolti — donne gestanti, genitori intenzionali e nati — piuttosto che una logica repressiva fondata sul divieto. La gestazione per altre/i è riletta come possibile espressione di autonomia femminile e come occasione per ripensare i significati di maternità, filiazione e famiglia. In questa prospettiva, la pluralità delle forme familiari e delle esperienze materne viene riconosciuta come elemento di evoluzione sociale e simbolica, in contrasto con l’imposizione normativa di modelli unici e universali.

Fields of Study & Subjects

Feminism Gender and Sexuality Studies International Human Rights and Reproductive Law Gender and Feminist Studies

Publication details

Journal / source
Studi e ricerche del Dipartimento di Lettere e Filosofia
Pages
15–42
Publication date
1 January 2026
Document type
Book chapter