Cosa resta dell'università Italiana dopo un quindicennio di riforme?

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Authors: Alberto Baccini
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Abstract

Questo articolo presenta un'analisi critica degli effetti a lungo termine della Riforma Gelmini (L. 240/2010) sul sistema universitario italiano. La riforma ha introdotto un modello di governance manageriale incentrato su un sistema pervasivo di valutazione amministrativa, gestito dall'Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) e basato principalmente su indicatori bibliometrici quantitativi. L'evidenza empirica dimostra che questo modello ha generato tre principali conseguenze negative: 1) una compressione selettiva e cumulativa dei finanziamenti, che ha accentuato le disparità geografiche; 2) la precarizzazione strutturale del personale accademico; e 3) la proliferazione di comportamenti opportunistici strategici all'interno della comunità di ricerca. Contrariamente alla narrazione ufficiale, il documentato aumento della produttività scientifica italiana viene analizzato criticamente. I dati indicano che questa crescita è in larga parte artificiale, trainata da un patologico aumento delle autocitazioni nazionali finalizzato a "giocare" il sistema di valutazione, piuttosto che da un reale progresso scientifico. L'articolo conclude che la riforma ha finito per minare la libertà accademica e l'integrità della ricerca, auspicando una revisione radicale dell'attuale sistema di valutazione.

Fields of Study & Subjects

Higher Education Governance and Development scientometrics and bibliometrics research Research Science and Academia

Publication details

Journal / source
Zenodo (CERN European Organization for Nuclear Research)
Publication date
30 January 2026
Language
IT