Cosa resta dell'università Italiana dopo un quindicennio di riforme?
Abstract
Questo articolo presenta un'analisi critica degli effetti a lungo termine della Riforma Gelmini (L. 240/2010) sul sistema universitario italiano. La riforma ha introdotto un modello di governance manageriale incentrato su un sistema pervasivo di valutazione amministrativa, gestito dall'Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) e basato principalmente su indicatori bibliometrici quantitativi. L'evidenza empirica dimostra che questo modello ha generato tre principali conseguenze negative: 1) una compressione selettiva e cumulativa dei finanziamenti, che ha accentuato le disparità geografiche; 2) la precarizzazione strutturale del personale accademico; e 3) la proliferazione di comportamenti opportunistici strategici all'interno della comunità di ricerca. Contrariamente alla narrazione ufficiale, il documentato aumento della produttività scientifica italiana viene analizzato criticamente. I dati indicano che questa crescita è in larga parte artificiale, trainata da un patologico aumento delle autocitazioni nazionali finalizzato a "giocare" il sistema di valutazione, piuttosto che da un reale progresso scientifico. L'articolo conclude che la riforma ha finito per minare la libertà accademica e l'integrità della ricerca, auspicando una revisione radicale dell'attuale sistema di valutazione.
Fields of Study & Subjects
Higher Education Governance and Development
scientometrics and bibliometrics research
Research
Science
and Academia
Publication details
- Journal / source
- Zenodo (CERN European Organization for Nuclear Research)
- Publication date
- 30 January 2026
- Language
- IT