Di dati e di despoti: l'epifania della "proprietà intellettuale"
Abstract
Roberto Caso chiama “pseudo-proprietà intellettuale” i monopoli legali imposti non a protezione di opere dell’ingegno, come il diritto d’autore e il brevetto, bensì dell’investimento o dell’acquisizione de facto di dati e informazioni non necessariamente originali e nuovi. Alla luce della giustificazione tradizionale - la tutela di iniziative personali originali e nuove - la pseudo-proprietà è una finzione. Filosoficamente, però, anch’essa dipende dal peccato originale della proprietà intellettuale: il contrasto fra la sua costruzione sul modello dello ius reale che ha per oggetto cose impersonali e alienabili e la sua giustificazione, il carattere personalissimo dell’originalità e della novità. Mentre Fichte arrivò al punto di paragonarne la violazione al furto materiale, Kant era già consapevole che un diritto “intellettuale” concepito come proprietà non avrebbe protetto il creatore bensì chiunque avesse avuto la forza di divenirne proprietario. Dall'accettazione della proprietà su oggetti immateriali, non escludibili e non rivali, si è sviluppata una deriva per la quale la cosiddetta proprietà intellettuale sta divenendo sempre più simile al privilegio protomoderno, che veniva conferito, a seconda dell’interesse del monarca, su qualsiasi cosa, indipendentemente da creatività e novità. La privatizzazione dello spazio pubblico e le signorie fondate sull’accaparramento e sull’uso tecnocratico di dati dovunque presi non sono, in questa prospettiva, accidentali. La pseudo-proprietà intellettuale non è una proprietà “falsa”, bensì la sua epifania. Così, in una disciplina che dovrebbe essere semplice perché intacca la libertà della parola e della ricerca, il giurista positivo si trova ad affrontare problemi di bilanciamento sempre più complessi, ulteriormente complicati dalla moltiplicazione a richiesta di limitazioni, eccezioni e artefatti proprietari. Per fermare questa deriva occorrerebbe ridurre il diritto d’autore, da cui tutto è cominciato, alla protezione delle azioni discorsive delle persone nel loro rapporto col pubblico. Ma una simile redenzione richiederebbe che giuristi e legislatori si emancipassero non solo dall’idea della proprietà intellettuale, ma anche e soprattutto dai proprietari intellettuali che variamente li catturano.
Fields of Study & Subjects
Intellectual Property Law
Intellectual Property Rights and Media
Digitalization
Law
and Regulation
Publication details
- Journal / source
- Zenodo (CERN European Organization for Nuclear Research)
- Publication date
- 9 February 2026
- Language
- IT
- Document type
- Book chapter