Notazioni fenomenologiche sul silenzio

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Authors: Andrea Altobrando
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Abstract

Rivolgersi al fenomeno del silenzio può apparire paradossale e molte parole potrebbero essere sciorinate a partire da tale apparenza, su di essa e oltre di essa. In realtà, il fenomeno del silenzio, se affrontato seriamente e con rigore fenomenologico, non ha nulla di paradossale. Non è affatto un’espressione che allude a qualcosa di mistico, misterioso, esoterico o altro[1]. Di fatto, il silenzio è esperito in molti modi e una delle vere difficoltà a tale riguardo consiste nel coglierne non tanto le differenti manifestazioni, bensì che cosa consenta di racchiuderle sotto un unico concetto.Non ho qui l’ambizione di riuscire in quest’ultima impresa. Solo al termine mi permetterò qualche rilievo per un eventuale lavoro più compiuto e sistematico. Nelle pagine che seguono mi soffermerò brevemente su tre questioni che il fenomeno del silenzio presenta e che la ricerca fenomenologica deve sicuramente affrontare.Le tre questioni sono: a) quali sono le macro-categorie di silenzio che possiamo differenziare e come possiamo giungere a differenziarle sulla base dell’esperienza ordinaria e sensibile; b) quali giudizi si possono esprimere sul silenzio che in tali esperienze compare; infine, sulla scia di quanto emergerà affrontando le prime due questioni, si tratterà di avanzare alcune c) finali osservazioni sul possibile statuto ontologico del silenzio.

Fields of Study & Subjects

Phenomenology and Existential Philosophy Sound Studies and Aurality Philosophy and Phenomenology Studies

Publication details

Journal / source
Lebenswelt Aesthetics and philosophy of experience
Issue
26
Publication date
13 February 2026
Language
IT