Quando il nome è un dove. Chiamarsi come un luogo nella Lombardia dei secoli centrali del medioevo

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Authors: M Della Misericordia
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Abstract

Il saggio propone il caso del nome personale che coincide con il nome di un villaggio o di un borgo come chiave per la lettura delle relazioni sociali e dei mutamenti istituzionali negli ambienti extra-urbani. Nomi molto sporadici o assenti fino al Mille, in Lombardia conoscono una prima diffusione nell’XI secolo nei livelli intermedi della società. Fra XII e XIII secolo, poi, diventano più numerosi, in una fase di grande dinamismo politico nelle campagne e proprio fra quei piccoli proprietari rivestiti della piena fiducia dei loro vicini che assumono la guida delle collettività di villaggio e di borgo. Dal XIV secolo, invece, l’uso si rarefà, tanto da essere in sostanza sfuggito alla storiografia ed aver indotto ad errori nello stesso lavoro di edizione delle fonti. Una ricerca che adesso riconosca l’incidenza di questa formazione onomastica può aiutare a comprendere come si siano trasformati nel tempo gli orizzonti spaziali e la loro forza identitaria. La prima crescita dell’identificazione nel luogo di residenza è infatti concomitante con il radicamento delle reti di solidarietà e alleanza, dei possessi fondiari e dei riferimenti devozionali attorno ai villaggi e ai borghi. I decisivi processi di localizzazione intervenuti dopo il Mille, dunque, sembrano aver anticipato e favorito, almeno sul piano dei sentimenti di appartenenza, lo sviluppo del comune rurale, ambito di partecipazione e condivisione di risorse che ha ulteriormente promosso il riconoscimento delle persone nella località di residenza.

Fields of Study & Subjects

Medieval Literature and History Medieval Architecture and Archaeology Historical Literary and Cultural Studies

Publication details

Journal / source
Studi di storia medioevale e di diplomatica - Nuova Serie
Pages
53–89
Publication date
9 February 2026
Language
IT