Per un design ecologico. L’architettura radicale di Cavart tra provocazione e attivismo ambientale
Abstract
A partire dai primi anni Settanta, l’interessamento dell’arte alle questioni ambientali trova terreno fertile di ricerca e dibattito soprattutto in relazione al recupero di luoghi compromessi o sfruttati dall’uomo. Tra le iniziative più significative sorte in Italia nel corso di quegli anni, il lavoro del gruppo di architettura radicale Cavart (1973-1978) necessita ancora di essere indagato. Formato a Padova da Piero Brombin, Piera Paola Bortolami, Michele De Lucchi, Boris Pastrovicchio e Valerio Tridenti, Cavart è rimasto pressoché sconosciuto e talvolta escluso dalla storiografia ufficiale dei cosiddetti “Radicals”. Tuttavia, il gruppo si distingue per la coerenza del suo lavoro, che fin dalle prime azioni pubbliche si è concentrato sull’“attivismo ambientale”. Questo contributo si propone di ricostruire alcune esperienze e iniziative significative intraprese dal gruppo padovano per richiamare l’attenzione sulla salvaguardia dei Colli Euganei e sui gravi danni inflitti alla morfologia di alcune aree e territori della regione Veneto.
Fields of Study & Subjects
Architecture
Modernity
and Design
Art
Politics
and Modernism
Cultural Heritage Management and Preservation
Publication details
- Journal / source
- L uomo nero Materiali per una storia delle arti della modernità
- Volume
- 22
- Issue
- 22-24
- Pages
- 280–298
- Publication date
- 25 February 2026
- Language
- IT