“Beuys può vivere”. Il nodo Joseph Beuys nello sviluppo delle pratiche eco-artistiche di Piero Gilardi.
Abstract
L’articolo prende in esame lo sviluppo delle pratiche eco-artistiche di Piero Gilardi (Torino, 1942–2023) in relazione all’impatto del pensiero e dell’opera di Joseph Beuys (Düsseldorf, 1921–1986) sulla scena artistica italiana. Dalla realizzazione dei primi Tappeti-natura nel 1965, alla creazione, nel 2008, del Parco Arte Vivente di Torino, passando per le esperienze sperimentali del teatro politico, degli atelier popolari e con pazienti psichiatrici, la riflessione di Gilardi non ha mai smesso di porre lucidamente in risalto le ambiguità e le contraddizioni del rapporto Uomo-Natura nella società contemporanea. Il suo percorso di ricerca, quantomai diversificato e portato avanti con tenace autonomia dalle etichette critiche convenzionali, ha trovato nell’esempio di Beuys un punto di riferimento, esplicitato in una lettera indirizzata a Lisa Licitra Ponti scritta a pochi giorni dalla scomparsa dell’artista tedesco, avvenuta il 23 gennaio 1986. Il documento, nel tracciare un bilancio del trentennale impegno artistico e politico di Beuys, lascia trasparire il passaggio a una consapevolezza operativa più matura, che trova nel messaggio beuysiano della finalità sociale dell’arte e della difesa della natura, un ideale presupposto e un motivo di profonda coesione.
Fields of Study & Subjects
Art
Politics
and Modernism
Contemporary art
education
critique
Public Spaces through Art
Publication details
- Journal / source
- L uomo nero Materiali per una storia delle arti della modernità
- Volume
- 22
- Issue
- 22-24
- Pages
- 320–341
- Publication date
- 25 February 2026
- Language
- IT