Vom Berufs- und Elitewissen zum Garant des nationalen Zusammenhalts

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Authors: Anja Giudici, Sandra Grizelj
Cited by: 1

Abstract

L’apprendimento di almeno una lingua straniera sembra oggi dover costituire una parte ovvia del percorso scolastico. Allo stesso modo sembra ovvio il fatto che la scuola, e l’insegnamento delle lingue in particolare, debbano porre le fondamenta alla convivenza nazionale dello stato plurilingue svizzero. Il nostro studio dell’evoluzione del discorso sull’insegnamento di lingue straniere e della loro posizione nel canone scolastico, dimostra che queste due “ovvietà” non sono tuttavia da considerare come acquisite costanti storiche. La posizione e l’evoluzione delle materie linguistiche scolastiche vengono di fatto influenzate sia da dimensioni economiche che da dimensioni pedagogiche e politico-nazionali. Le nostre analisi dimostrano che perlomeno negli anni 1920 erano esclusivamente la dimensione pedagogica e quella economica a segnare la conformazione dell’insegnamento delle lingue. Partendo dal presupposto che per la grande maggioranza fosse impossibile imparare una lingua straniera, queste lingue erano insegnate solo a chi potesse usarle nella vita pratica. Solo dopo le tensioni interne dovute alla Prima Guerra Mondiale, la dimensione politico-nazionale entra a far parte del dibattito. Per sostenere l’attuale discussione sull’insegnamento delle lingue in modo più ponderato, ci sembra importante tenere presente la dimensione storica degli argomenti portati avanti.

Fields of Study & Subjects

Linguistic Education and Pedagogy Linguistic research and analysis Historical Linguistics and Language Studies

Publication details

Journal / source
Babylonia Journal of Language Education
Publisher
Association Babylonia Switzerland
Volume
3
Pages
62–67
Publication date
28 March 2026