Eastern Theological Jornal
Abstract
testo in chiave di performance teatrale; 4. Conclusione: una risata li seppellirà IntroduzioneNel famoso romanzo di Umberto Eco, Il nome della rosa, uscito nel 1980 e divenuto uno di quei libri che segnano per sempre l'immaginario collettivo, Jorge, il perfido bibliotecario dell'abbazia dove si svolge la vicenda, cosparge di veleno un libro, ritenuto perduto, della Poetica di Aristotele, in modo tale che chiunque lo leggesse restasse ucciso.Il motivo, tutti ricorderanno, è perché in esso si parlava positivamente del riso.Secondo la perfida tesi di Eco implicitamente attribuita al bibliotecario di cui sopra, il ridere sarebbe temuto dalla Chiesa perché avrebbe la forza di scacciare la paura.E poiché -secondo Eco -la fede sarebbe fondata sulla paura (dell'inferno e del demonio), ridere diventerebbe pericoloso per la stessa sua sussistenza.Per difendere la Chiesa e la fede, quindi, il monaco bibliotecario del romanzo sente il dovere di uccidere perché l'autorità di Aristotele non venga ad avvalorare tale pericolo.
Fields of Study & Subjects
Religious and Theological Studies
Humor Studies and Applications
Theatre and Performance Studies
Publication details
- Journal / source
- Eastern Theological Jornal
- Publication date
- 16 February 2026
- Language
- IT