La mutazione della citta in un “campo” di contaminazione: “Pollution” o del “metodo Frankenstein”

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Authors: Silvia Groaz, Beatrice Lampariello
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Abstract

Ottobre 1972. Piazza Santo Stefano, Bologna. 10.000 piastrelle raffiguranti una zolla di terra strappano alle macchine la piazza per restituirla ai cittadini nella forma di un “campo artificiale”. “Pollution. Per una nuova estetica dell’inquinamento” è il titolo della mostra, organizzata da Gianni Sassi, Daniela Palazzoli, Luca M. Venturi e Carlo Burkhardt, che trasforma la natura in un’entità “mutante”, l’architettura in un palcoscenico a cielo aperto, la città in un campo senza edifici e le opere di architetti, artisti e musicisti in installazioni e performance. “Pollution” concretizza un modo di vivere radicale per una civiltà rinnovata: letti, sedie, sassi, siepi e altari generano un living environment per un nuovo equilibrio tra natura, città ed esseri umani e non umani. “Si sono divertiti soprattutto i bambini”, recita un commento di Palazzoli nel catalogo della mostra, ormai elevata a esperienza di vita.

Fields of Study & Subjects

Architecture Modernity and Design Art Politics and Modernism Public Spaces through Art

Publication details

Pages
14–43
Publication date
18 February 2026
Language
IT
Document type
Book chapter