La mutazione della citta in un “campo” di contaminazione: “Pollution” o del “metodo Frankenstein”
Abstract
Ottobre 1972. Piazza Santo Stefano, Bologna. 10.000 piastrelle raffiguranti una zolla di terra strappano alle macchine la piazza per restituirla ai cittadini nella forma di un “campo artificiale”. “Pollution. Per una nuova estetica dell’inquinamento” è il titolo della mostra, organizzata da Gianni Sassi, Daniela Palazzoli, Luca M. Venturi e Carlo Burkhardt, che trasforma la natura in un’entità “mutante”, l’architettura in un palcoscenico a cielo aperto, la città in un campo senza edifici e le opere di architetti, artisti e musicisti in installazioni e performance. “Pollution” concretizza un modo di vivere radicale per una civiltà rinnovata: letti, sedie, sassi, siepi e altari generano un living environment per un nuovo equilibrio tra natura, città ed esseri umani e non umani. “Si sono divertiti soprattutto i bambini”, recita un commento di Palazzoli nel catalogo della mostra, ormai elevata a esperienza di vita.
Fields of Study & Subjects
Architecture
Modernity
and Design
Art
Politics
and Modernism
Public Spaces through Art
Publication details
- Pages
- 14–43
- Publication date
- 18 February 2026
- Language
- IT
- Document type
- Book chapter