Edmund Burke, ricette di populismo contro il 1789
Abstract
Nella parola d’ordine della Rivoluzione francese – “libertà, uguaglianza, fraternità” – i primi due termini reggevano se funzionava il terzo. “Fraternità” aveva un senso preciso. Tutti i membri della società civile dovevano non solo riconoscere in reciprocità la pari dignità umana di ciascuno; ma anche tutti, indistintamente, godere a uguale titolo i diritti di libertà e uguaglianza, quest’ultimi da fissare in una Carta costituzionale. Ciò discendeva dai 17 articoli della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino proclamata a Parigi nell’agosto del 1789. C’era stato un precedente. Un decennio prima, nell’America del 1776, la Dichiarazione d’indipendenza delle colonie inglesi si era appellata anch’essa ai “diritti innati”, giusnaturalistici, della libertà e uguaglianza. In nome di questi diritti i coloni avevano combattuto una guerra ostinata contro la Gran Bretagna, creando alla fine gli Stati Uniti d’America. Intorno a Dichiarazioni di “diritti naturali” universali, sovversive del vecchio ordine costituito, potevano dunque aggregarsi energie capaci di imporre concretamente mutamenti epoca- li, moderni, nella società civile e nelle istituzioni politiche.
Fields of Study & Subjects
European Political History Analysis
Political Theory and Influence
American Constitutional Law and Politics
Publication details
- Journal / source
- Giornale di storia costituzionale
- Volume
- 14
- Pages
- 31–39
- Publication date
- 13 January 2026