Da Mazzini a Mancini: il principio di nazionalità tra politica e diritto
Abstract
diritto internazionale nell’Italia del XIX secolo ha seguito un percorso che si è sviluppato su due livelli, l’uno pedagogico e l’altro performativo, rispettivamente incentrati su due forme narrative della modernità, prima contrapposte e poi sovrapposte: la nazione come sistema culturale di significazione e lo Stato come forma disciplinata di governo. A partire dagli anni Settanta dell’Ottocento la recezione da parte della scuola ita- liana di diritto pubblico del modello civilistico di conio pandettistico aveva permesso di chiudere questo percorso e di trasformare l’Italia da nazione a Stato nazionale. Lo Stato nazionale era stato costruito attraverso il paradigma dello stato-persona, che a sua volta, era espressione organica della nazione (Costa, 2001, Anderson, 1996). Il giovane Stato italiano poteva negare qualunque opzione costituente, rivendicare la sua completa autonomia dal politico ed escludere ogni fondamento volontaristico e contrattuale cui il concetto di nazione inevitabilmente rinviava. Esso si presentava come un soggetto giuridico originario, e quindi sovrano, un luogo dell’autorità immune dalla volontà popolare (Costa, 1986; Fioravanti, 1979).
Fields of Study & Subjects
Historical Legal Studies and Society
European Political History Analysis
Legal and cultural studies analysis
Publication details
- Journal / source
- Giornale di storia costituzionale
- Volume
- 14
- Pages
- 161–186
- Publication date
- 13 January 2026