Thomas Paine e il giacobinismo: revisione costituzionale versus insurrezione

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Authors: Maurizio Griffo
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Abstract

La partecipazione di Paine alla Convenzione, dove viene eletto in quattro dipartimenti, e il suo atteggiamento in quella fase cruciale della rivoluzione francese ha posto non pochi problemi agli interpreti. Anche in lavori assai documentati, o in accurate biografie, quando si ricostruiscono le posizioni assunte da Paine in Francia tra il 1792 ed il 1799, in più di un caso ci si trova di fronte a un atteggiamento che si può definire a metà tra l’imbarazzato e il giustifica- torio. Come se si avvertisse una contraddizione tra quello che si considera il radicalismo democratico painita e l’avversione profonda che manifesta verso il giacobinismo. A tal proposito gli storici hanno spesso sposato un’attitudine minimizzante, riportando le posizioni assunte in quel periodo a particolari circostanze. Paine sarebbe stato condizionato nelle sue scel- te politiche da fattori del tutto estrinseci. Per esempio, dal fatto che Condorcet e Brissot parlavano inglese, al contrario di Robespierre. Oppure, si è voluta sottolineare la scarsa comprensione degli eventi francesi, che lo avrebbe portato a una collocazione politica non corrispondente alle sue convinzioni. A tal proposito, non è difficile allineare un insieme di giudizi che troviamo nella storiografia lungo un considerevole arco di tempo. Come se il problema si ripresentasse periodicamente senza possibilità di una chiarificazione definitiva.

Fields of Study & Subjects

European Political History Analysis American Constitutional Law and Politics Rousseau and Enlightenment Thought

Publication details

Journal / source
Giornale di storia costituzionale
Volume
16
Pages
101–112
Publication date
13 January 2026