Nient’altro che la verità. La parola dell’imputato nella psicologia forense delle origini

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Authors: Paolo Marchetti
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Abstract

Il sogno di poter ottenere direttamente da colui che è accusato di aver commesso un reato la verità su ciò che è effettivamente accaduto sembra non essere mai tramontato; anche dopo la scomparsa della tortura giudiziaria. In questo scritto viene ricostruito una sorta di percorso scientifico, sul tema, che si sviluppa a partire dall’inizio del ventesimo secolo e che coinvolge autori di assoluta notorietà: da Freud a Jung, da Bernheim a Lombroso, solo per citarne alcuni. Autori che, in forma differente, si sono impegnati per poter offrire alla pratica giudiziaria e alle indagini di polizia strumenti efficaci per potere penetrare, senza violenza, la coscienza dell’imputato. Sullo sfondo di questa curiosa ricerca (che ha nella cosiddetta macchina della verità uno dei suoi prodotti più noti) si staglia l’interrogativo, posto in primo luogo nel mondo del diritto, sulla liceità giuridica e morale dell’uso di simili strumenti.

Fields of Study & Subjects

Deception detection and forensic psychology Torture Ethics and Law Criminal Law and Evidence

Publication details

Journal / source
Giornale di storia costituzionale
Volume
23
Pages
253–262
Publication date
13 January 2026