La “tessera-Senato” nel mosaico della Costituzione completa
Abstract
Il ruolo del Senato del Regno, la Camera alta del Regno d’Italia, sotto il regime fascista è stato spesso trascurato dagli storici costituzionali. Più in generale, il significato di questa istituzione nel corso della sua lunga vita è stato spesso mal giudicato. È stato di frequente etichettato come una camera inutile di patronage o un semplice rifugio per anziani gentiluomini alla fine della loro carriera. La sua funzione durante il cosiddetto “Ventennio” è stata a lungo vista come una non eccezione a questa regola. Ma uno sguardo più attento mostra qualcosa di diverso. Il Senato uscì dalla Grande Guerra come istituzione vitale, tesa a una sostanziale autoriforma. Era un attore chiave nell’indirizzo costituzionale, la cui importanza i fascisti riconoscevano e vedevano come qualcosa di cui occuparsi seriamente. Dai primi anni di diffidente collaborazione, attraverso la crisi che seguì all’assassinio Matteotti, e infine il decisivo ruolo alla fine degli anni ’30, questo articolo riassume un percorso complesso, che getta luce sia sul Regime e sulle sue contraddizioni interne che sul Senato e la sua reale rilevanza istituzionale.
Fields of Study & Subjects
Italian Fascism and Post-war Society
Law and Political Science
Historical Legal Studies and Society
Publication details
- Journal / source
- Giornale di storia costituzionale
- Volume
- 43
- Pages
- 183–211
- Publication date
- 13 January 2026