Avvocatura, politica e opinione pubblica: riflessioni sull’indipendenza degli avvocati e sullo stato di diritto nella storia dell’Italia contemporanea
Abstract
L’indipendenza degli avvocati è una condizione indispensabile per assicurare il giusto processo e l’indipendenza dei giudici e, conseguentemente, per garantire i principi dello stato di diritto. Essa rappresenta la principale garanzia per l’effettività del diritto di difesa. Affinché gli avvocati svolgano correttamente la loro funzione nel processo, essi devono essere indipendenti, ossia liberi da pressioni o condizionamenti. Da un lato, l’indipendenza dell’avvocatura può essere messa a rischio dal potere politico, mediante controlli sia sugli ordini professionali sia sui singoli professionisti. Attualmente, il libero esercizio della professione forense è minacciato in molti paesi da governi autoritari e anche la violazione dei principi dello stato di diritto in alcuni Stati membri nell’Unione Europea contribuisce a minare l’indipendenza degli avvocati. Dall’altro lato, anche l’opinione pubblica, nell’ambito del complesso rapporto tra giustizia e società, può minacciare l’indipendenza dell’avvocatura. Gli avvocati che difendono imputati di crimini gravi sono spesso pubblicamente insultati o addirittura minacciati, in base a una identificazione tra avvocato e cliente, con gravi ripercussioni sull’esercizio del diritto di difesa. Il saggio intende svolgere qualche riflessione sull’indipendenza dell’avvocatura, con particolare riguardo alla professione forense in Italia dall’unificazione sino ai giorni nostri, al fine di evidenziare le dinamiche tra avvocatura, politica e società e gli effetti che esse esercitano sulla realizzazione dello stato di diritto.
Fields of Study & Subjects
Judicial and Constitutional Studies
Legal Systems and Judicial Processes
Legal Education and Practice Innovations
Publication details
- Journal / source
- Giornale di storia costituzionale
- Volume
- 44
- Pages
- 63–79
- Publication date
- 13 January 2026