Terzietà e indipendenza dello scrutinio giurisprudenziale: profili procedurali
Abstract
La Polonia e, nello specifico, le corti polacche hanno ricevuto molta attenzione negli ultimi anni, dovuta a presunte criticità nell’organizzazione della giustizia all’interno dello stato. Si è affermato in proposito che le recenti riforme legislative e modifiche al sistema nazionale di nomina dei giudici impedirebbero alle corti polacche di giudicare in modo equo e indipendente in ossequio al principio dello stato di diritto. La situazione attuale è talmente allarmante che sia la Corte europea dei diritti dell’uomo che la Corte di giustizia dell’Unione europea hanno affermato che la nuova legislazione polacca è contraria sia alla Convenzione Europea dei Diritti Umani che al diritto dell'Unione Europea. Il presente contributo si propone di far luce sulla situazione attuale e, in particolare, di analizzare gli elementi di criticità in ottica procedurale. In altri termini, verrà fatto un tentativo di rispondere alla domanda sul perché si ritenga che il sistema giudiziario polacco si ponga in violazione del principio dello stato di diritto. A seguito di una rassegna dei criteri che debbono essere soddisfatti affinché un organo decisionale possa essere qualificato come “corte” ai sensi dell’articolo 6(1) CEDU e dell’articolo 47 CDFUE, l’attenzione è rivolta al concetto di “tribunale indipendente e terzo”, in modo particolare alla questione polacca. Sono infine condotte alcune osservazioni conclusive.
Fields of Study & Subjects
Human Rights and Immigration
European Union Policy and Governance
European and International Law Studies
Publication details
- Journal / source
- Giornale di storia costituzionale
- Publisher
- EUM - Edizioni Università di Macerata
- Volume
- 44
- Pages
- 131–153
- Publication date
- 13 January 2026