Il ruolo del costituzionalista nella crisi dello Stato di diritto

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Authors: Darren Harvey
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Abstract

Il presente contributo prende le mosse dai recenti dibattiti sull’attivismo dottrinale (scholactivism) e sul ruolo del costituzionalista. La prima parte fa il punto relativamente alle varie tesi proposte di recente in merito a tali questioni e analizza alcuni dei principali punti controversi che emergono. A seguito di tale ricognizione, da cui sorgono alcuni punti interrogativi, viene constatata l’incompletezza di qualsiasi prospettazione volta alla definizione del ruolo proprio del costituzionalista, in particolare quando si tratta di dare manforte allo Stato di diritto, ove non tenga conto della funzione o funzioni educative che i costituzionalisti esercitano nel loro quotidiano. Tale approccio trova la sua ragion d’essere nella circostanza che gran parte del dibattito sull’attivismo dottrinale si è concentrato sinora sulla ricerca accademica e sulla diffusione dei risultati della stessa. Per quanto riguarda il ruolo che i costituzionalisti possono svolgere, in qualità di educatori, nel sostenere lo Stato di diritto, è possibile adottare una prospettiva interna, orientata verso il contesto accademico, così come una prospettiva esterna, orientata alla collettività. In entrambi i casi, il costituzionalista può dare un contributo significativo al fine di assicurare la comprensione e il rispetto dello Stato di diritto. Ciò richiede, innanzitutto, la capacità di articolare e comunicare in modo efficace una chiara prospettiva circa la ragion d’essere e l’importanza dello Stato di diritto. A tal proposito, si sostiene che evitare l’esercizio arbitrario del potere rappresenti lo scopo essenziale dello Stato di diritto. In quanto esperti in tali questioni, i costituzionalisti sono all’avanguardia nel vigilare sulla casistica, reale e potenziale, in tal senso. Si sostiene che, piuttosto che rimanere in silenzio allorché viene concesso terreno all’esercizio arbitrario del potere, il ruolo di educatore del costituzionalista gli imponga di attingere al linguaggio dello Stato di diritto – quindi ai suoi valori, concetti ed ideali − per commentare e criticare tali derive. Il silenzio favorisce coloro che vorrebbero smantellare lo Stato di diritto e, segnatamente, permette loro di procedervi a fronte di una resistenza sminuita proprio da coloro che sono nella posizione ottimale per giustificare la ragion d’essere dello Stato di diritto. Inoltre, tale silenzio ha come conseguenza che il dibattito sullo Stato di diritto venga condotto senza che la collettività abbia a propria disposizione le competenze e le argomentazioni dei costituzionalisti sul perché lo Stato di diritto sia d’importanza cruciale per contrastare l’esercizio arbitrario del potere, una deriva in essere da tempo immemore. Nel dibattito sullo Stato di diritto, educare sia gli studenti che la collettività sulla ragion d’essere dello stesso appare perfettamente in linea con il ruolo proprio del costituzionalista.

Fields of Study & Subjects

Comparative constitutional jurisprudence studies Judicial and Constitutional Studies Law and Political Science

Publication details

Journal / source
Giornale di storia costituzionale
Volume
45
Pages
123–144
Publication date
13 January 2026