Il Vintage di The Marvellous Mrs. Maisel. Costumi, Jewish entertainment e condizione femminile.
Abstract
Una casalinga ebrea di buona famiglia ha tutto ciò che è desiderabile per gli standard della società americana postbellica: casa, famiglia, istruzione, bellezza. Tradita dal marito, dà una svolta alla sua vita. Sale sul palco in una serata underground e improvvisa un personalissimo assolo. È il 1958 e l’eroina della serie La Fantastica Signora Maisel (2017-2023) inizia la sua difficile carriera in vari ambienti e modi dello spettacolo, i night, i numeri per le milizie, i club con spogliarelliste, gli show televisivi. Due sono i mezzi del suo appeal sul pubblico televisivo di oggi. Uno è il vestiario: estremo nella sua ricercatezza. L’altro è l’eloquio comico, capace di scoperchiare tabù sull’intimità femminile e di mettere in discussione la posizione della donna nel matrimonio, spingendosi verso un registro volgare proibito alle donne. L’oggetto della mia analisi è il paradosso che scaturisce dall’accostamento di vestiario ricercato ed eloquio provocatorio, motori entrambi della comicità della protagonista. E l'anacronismo utopico di certa vis libertaria dell'eroina. Si riscrive così la storia dell'entertainment in modo talmente vivido da chiamare in causa sia le fantasie post-femministe di oggi sia la fase nascente del femminismo della seconda ondata.
Fields of Study & Subjects
Literature
Culture
and Aesthetics
Humor Studies and Applications
Italian Fascism and Post-war Society
Publication details
- Journal / source
- Archivio istituzionale della ricerca (Alma Mater Studiorum Università di Bologna)
- Publication date
- 1 January 2026
- Language
- IT
- Document type
- Book chapter