Pierpaolo DE GIORGI, La grande armonia. La terapia musicale in Magna Grecia e il tarantismo: eternità e bellezza

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Authors: Gaspare Polizzi
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Abstract

Il 20 settembre 1823, in una delle sue acute riflessioni sul teatro e sul rapporto tra musica e poesia, Giacomo Leopardi ricorda, nella pagina 3485 dello Zibaldone, «le furie introdotte nel teatro (nelle Eumenidi di Eschilo), che fecero abortir le donne e agghiacciare i fanciulli», furie legate alla musica e ai «mirabili effetti -aveva scritto alla pagina 3224 -che si leggono aver prodotto la musica e le melodie greche sì ne' popoli ossia in interi uditorii, sì negli eserciti, siccome quelle di Tirteo, sì ne' privati, come in Alessandro».Leopardi si riferisce a quel ditirambo, poesia lirica corale che celebrava il culto dionisiaco, che per il Nietzsche della Nascita della Tragedia permette ai greci di svelare il mondo dionisiaco celato dalla «coscienza apollinea».Di questa musica sacra e dei suoi rapporti con le pratiche religiose, con la filosofia greca e con la medicina scrive Pierpaolo De Giorgi in un libro di grande e multiforme sapienza che, come recita il sottotitolo, intende illuminare l'eternità e la bellezza della terapia musicale in Magna Grecia e del tarantismo.De Giorgi è estetologo ed etnomusicologo: si è laureato a Perugia in Estetica con Sergio Givone e ha studiato con l'antropologo culturale Tullio Seppilli, entrambi in seguito attivi nell'Università di Firenze.Ma è anche poeta e cantautore, autore di una vera rinascita della pizzica, danza popolare salentina che fa parte delle tarantelle e che ha fatto rivivere assieme ai Tamburellisti di Torrepaduli in concerti in tutto il mondo e in teatri come quello di Erode Attico ad Atene presso il Partenone.L'intreccio fra tradizione filosofica, religiosa e musicale della Grecia classica e della Magna Grecia e tradizioni musicali moderne dell'Italia "greca", soprattutto meridionale, rende il libro un unicum nella sua ricchezza e nella forza della sua tesi principale.Nel tarantismo, legato alla città di Taranto e prima ritenuto una forma di patologia isterica causata dal morso della taranta o tarantola, o di altri animali velenosi come serpenti o scorpioni, De Giorgi riconosce, a partire dagli studi dell'antropologo culturale Ernesto De Martino, un fenomeno culturale e terapeutico, presente storicamente anche in Sardegna e in Spagna.Ne descrive un quadro più ampio rispetto all'ormai classico studio di De Martino, La terra del rimorso (1961).E soprattutto ne ritrova le radici nella cultura musicale, religiosa e filosofica della Grecia antica.La chiave di lettura può essere sintetizzata nella citazione da una lettera di Goethe del 1784 posta in esergo: «L'universo è un tutto armonico, ogni creatura non è altro che una nota, una sfumatura di una grande armonia, che l'uomo deve studiare nella sua interezza e grandezza, altrimenti in ogni dettaglio rimarrebbe una lettera morta».La pizzica pizzica e il vino liberano temporaneamente dalle angustie di esistenze vessate da un lavoro pesantissimo nei campi», sono «piacevoli 'rimedi'» che «si inseriscono in tutta la Terra d'Otranto come elementi portanti autoctoni nell'immaginario collettivo della festa»: «una sorta di rivolta collettiva, un'insurrezione festiva, artistica e rituale»,

Fields of Study & Subjects

Musicology and Musical Analysis History of Medicine Studies Classical Antiquity Studies

Publication details

Journal / source
L'Idomeneo
Publication date
29 January 2026
Language
IT