Sul valore identitario del greco nella Roma tardoantica. L'apporto dell'epigrafia dei cristiani (II-VII secolo)

Authors: Antonio Felle
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Abstract

Le più antiche epigrafi di probabile committenza cristiana, come noto, sono in lingua e scrittura greca, anche in contesti nei quali il greco, pur diffuso (come appunto a Roma) non era la lingua usuale della maggioranza della popolazione. Se in una fase iniziale si può legittimamente pensare ad una scelta fondata sulla origine orientale di una significativa parte dei romani aderenti al Cristianesimo, non si può escludere - almeno sino alla metà del IV secolo - l’esistenza di altre motivazioni alla base della scelta a favore del greco: sia la difficoltà – se non l’impossibilità - di ‘tradurre’ parole e contenuti del Cristianesimo in lingua latina, sia soprattutto il peculiare status del greco (inteso come lingua e come scrittura) dei testi identitari della nuova religione. Dalla seconda metà del IV secolo, nel ricorso al greco (che in percentuale ha incidenza molto minore che in passato) sembra di poter riconoscere un valore di identità etnica, sino ai graffiti devozionali del primo Alto Medioevo, laddove altri fattori influenzano scelte scrittorie e linguistiche.

Fields of Study & Subjects

Classical Antiquity Studies Historical and Religious Studies of Rome Classical Studies and Philology

Publication details

Journal / source
CINECA IRIS Institutional Research Information System (University of Bari Aldo Moro)
Publication date
1 January 2026
Language
IT
Document type
Book chapter