Maschi invisibili. I giovani sex offenders in carico presso l’USSM di Palermo nelle rappresentazioni del servizio
Abstract
La presente tesi dottorale analizza, in prospettiva interpretativista e costruzionista, come l’istituzione della giustizia minorile – osservata dal punto di vista del servizio sociale – contribuisca a rendere comprensibile, descrivibile e oggetto di intervento la figura del minore autore di reato sessuale. La domanda di ricerca che muove il lavoro è sintetizzabile come segue: come e attraverso quali pratiche discorsive e organizzative, l’USSM di Palermo (e in particolare il Gruppo EOS) costruisce la figura del “minore autore di reato sessuale” e la rende valutabile e gestibile nel dialogo con l’autorità giudiziaria, e con quali effetti sull’interpretazione, naturalizzazione, o invisibilizzazione del genere e della maschilità nei percorsi di trattamento? Il presente lavoro di tesi si avvale del genere come specifica categoria critica, con un focus specifico sulla maschilità come costrutto e prodotto sociale piuttosto che come attributo individuale, analizzandolo come sfondo normativo spesso naturalizzato e per questo non detto.Nel primo capitolo vengono definiti oggetto, cornice teorica e lessico analitico, precisando la scelta costruzionista e la necessità di osservare il sex offending minorile come esito (socio-giuridico) di processi definitori, organizzativi e discorsivi. Nel secondo capitolo la ricerca ricostruisce il contesto storico-istituzionale della giustizia minorile italiana e delle trasformazioni normative recenti che incidono su tempi, vincoli e linguaggi dell’intervento, mostrando come il lavoro dei servizi si interfacci non soltanto con il minore autore di reato sessuale, ma con un complesso sistema che richiede da parte del servizio l’assolvimento di compiti riconducibili alle istanze sia educative che di controllo. Il terzo capitolo esplicita disegno, accesso al campo e strategia metodologica del lavoro di ricerca. In particolare, la fonte documentale utilizzata è composta da 99 relazioni psicosociali riferite a 23 casi di abuso sessuale e, inoltre, da 11 interviste semistrutturate somministrate a operatrici e operatori del gruppo EOS dell’USSM di Palermo. A partire da tali strumenti e contenuti – e utilizzando una metodologia di ricerca mixed methods – è possibile osservare come i linguaggi rispettivamente formali e informali concorrano in modo performativo alla costruzione e rappresentazione dei minori autori di reato sessuale e della pratica professionale in sé. L’analisi integra lettura qualitativa e strumenti di analisi testuale quali-quantitativa (T-LAB Plus 2021), così da rendere osservabili sia le categorie interpretative e le logiche pratiche dei e delle professionisti/e, sia le modalità semantiche e le strutture ricorrenti della scrittura valutativa. Nel quarto capitolo l’analisi delle interviste ricostruisce le cornici professionali alla base della presa in carico (responsabilizzazione, collaborazione, negazione, gestione del rischio, ruolo della famiglia), evidenziando al contempo un aspetto fondamentale: nonostaante una popolazione quasi interamente maschile, la maschilità tende a restare sullo sfondo come ovvietà non problematizzata, ed emerge soprattutto in forma indiretta, nella eccezionalità (come nel caso di reati agiti da maschi su maschi, o da femmine), ma mai in riferimento al reato sessuale compiuto dal minore maschio nei confronti di minori di genere femminile. Nel quinto capitolo l’analisi delle relazioni con T-LAB mostra in particolare la centralità della dimensione gestionale e valutativa dei casi, in cui categorie semantiche specifiche funzionano come criteri moralizzati di accesso a opportunità, misure e riconoscimenti istituzionali. In questo quadro, il genere opera spesso per sottrazione: il femminile è più facilmente nominabile, mentre il maschile tende a coincidere con il non detto, contribuendo a depoliticizzare le dinamiche di potere e a trattare la maschilità come naturale piuttosto che come costruzione sociale.In conclusione, la tesi sostiene che il trattamento istituzionale del sex offending minorile non è soltanto un insieme di tecniche, ma un dispositivo discorsivo-organizzativo che produce realtà sociali definendo soggetti, stabilendo aspettative di cambiamento, normalizzando alcune letture del rischio ma rendendo contemporaneamente poco visibili – se non invisibili – altre dimensioni, tra cui la maschilità. L’obiettivo principale del presente lavoro si traduce nella messa in luce, attraverso una metodologia mista, della grammatica, delle modalità di gestione implicite interne, con cui il servizio sociale costruisce il caso e nel mostrare come l’invisibilità del genere maschile non sia semplicemente una mancanza casuale, ma un effetto strutturale di naturalizzazione che incide sulle pratiche e sui loro esiti.
Fields of Study & Subjects
Crime
Deviance
and Social Control
Gender
Sexuality
and Education
Criminal Justice and Penology
Publication details
- Journal / source
- Nova Science Publishers (Nova Science Publishers, Inc.)
- Publication date
- 23 February 2026
- Language
- IT
- Document type
- Thesis