La strategia della climate change litigation, la tutela degli interessi collettivi e la logica dei diritti fondamentali
Abstract
Chiamate a pronunciarsi in sede di regolamento preventivo di giurisdizione, le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno sancito la giurisdizione del giudice ordinario in relazione alla controversia nota alle cronache come la ‘‘Giusta Causa’’, promossa da alcune associazioni ambientaliste e da alcune persone fisiche contro Eni, il MEF e Cassa Depositi e Prestiti. A differenza della distinta vicenda ‘‘Giudizio Universale’’ – in cui il Tribunale di Roma aveva dichiarato il difetto assoluto di giurisdizione – il Collegio ha precisato che nella ‘‘Giusta Causa’’ non vi è un sindacato sulle modalità di esercizio del potere legislativo. Quella in esame, piuttosto, si configura come ‘‘una normale azione risarcitoria, fondata sull’allegazione di un danno, consistente nella lesione del diritto alla vita e al rispetto della vita privata e famigliare’’. L’ordinanza delle Sezioni Unite apre così un varco all’ammissibilità nell’ordinamento italiano della climate change litigation contro le grandi imprese, lasciando tuttavia irrisolti alcuni nodi cruciali, che sono esaminati nel commento.
Fields of Study & Subjects
Environmental law and policy
Comparative International Legal Studies
Legal Cases and Commentary
Publication details
- Journal / source
- Archivio istituzionale della ricerca (Alma Mater Studiorum Università di Bologna)
- Publication date
- 1 January 2026
- Language
- IT