Universita, cibo e inclusione: riflessioni dal programma Off-Campus del Politecnico di Milano
Abstract
Le università, in quanto istituzioni pubbliche, assumono un ruolo sempre più rilevante nell'affrontare sfide sociali ed economiche urbane, contribuendo a promuovere inclusione, innovazione e coesione.La loro publicness si esprime anche attraverso il cibo, inteso come strumento per rafforzare legami comunitari, generare nuove pratiche e sostenere persone vulnerabili.In questa prospettiva, il contributo analizza il programma Off-Campus del Politecnico di Milano, volto a consolidare il rapporto tra ateneo e territorio, con riferimento a due progetti sostenuti dal Polisocial Award.SOSpesa ha promosso reti di vicinato per la redistribuzione delle eccedenze alimentari nel quartiere NoLo, mentre Bioloop ha attivato pratiche di economia circolare a Cascina Nosedo, attraverso percorsi formativi e laboratoriali rivolti ad associazioni e soggetti fragili.I risultati evidenziano come queste iniziative possano rafforzare la funzione pubblica delle università, contribuendo alla riduzione dello spreco alimentare, all'inclusione sociale e alla sperimentazione di forme collaborative innovative, pur mostrando limiti nella capacità di generare processi duraturi senza strategie di lungo periodo e adeguato supporto istituzionale.Parole chiave: terza missione; eccedenze alimentari; comunità vulnerabili | L'università tra interesse collettivo e innovazione dei sistemi alimentariIn un contesto internazionale in cui le città emergono sempre più come luoghi di concentrazione delle disuguaglianze, la relazione tra università, territorio urbano e società civile assume crescente rilevanza all'interno della pianificazione urbanistica intesa come pratica sociale (Crosta, 2010).In quanto istituzioni pubbliche e al contempo attori urbani, le università sono oggi chiamate a superare le tradizionali funzioni di insegnamento e ricerca, contribuendo ad affrontare sfide di natura più ampia e complessa attraverso la Terza Missione.Negli ultimi anni, numerosi studi hanno evidenziato il ruolo chiave degli atenei nei processi di trasformazione territoriale, manifestatosi in ambiti e contesti diversi: dalla partecipazione a iniziative di rigenerazione urbana, come nel caso dei poli universitari milanesi (Oldani et al., 2024), alla definizione di politiche urbane, come quelle per le persone senza dimora a Tshwane, in Sudafrica (Kriel, 2017).Tali processi richiedono la condivisione di interessi e obiettivi e la costruzione di relazioni e partnership intersettoriali volte a generare conoscenza condivisa, promuovere spazi di co-design e sviluppare forme di innovazione sociale (Cognetti & De Carli, 2024).Accanto a questi potenziali impatti positivi, occorre tuttavia considerare le esternalità derivanti dal coinvolgimento delle università in complessi processi di sviluppo urbano.In tali contesti, il rischio è che l'azione degli atenei contribuisca a rafforzare dinamiche di gentrificazione ed esclusione delle comunità marginalizzate, favorendo logiche di commodification e gli interessi del settore privato, sempre più presente nel finanziamento della ricerca in un quadro di progressiva riduzione dei fondi pubblici (Addie, 2017).Alla luce del concetto di "diritto alla città" di Lefebvre (1970), diventa dunque cruciale che l'azione universitaria sia orientata verso una rinnovata valorizzazione della dimensione pubblica delle trasformazioni urbane, soprattutto in un contesto in cui politiche neoliberali e processi di privatizzazione hanno progressivamente ridotto il ruolo delle istituzioni pubbliche come garanti dell'interesse collettivo.In questo scenario si inserisce anche il contributo degli atenei alla trasformazione dei sistemi alimentari urbani, non solo in termini di promozione della sostenibilità e di resilienza, ma anche attraverso il rafforzamento di principi di giustizia ed equità.Poiché le amministrazioni locali dispongono di un margine sempre più ridotto di intervento sui propri sistemi alimentari, fortemente plasmati dalle logiche di mercato, le università possono assumere un ruolo strategico nel rafforzare la cabina di regia pubblica di iniziative legate al cibo (Moragues-Faus et al., 2015).Questo può esprimersi attraverso una pluralità di strumenti e funzioni, come ad esempio: l'attuazione di food procurement strategy orientate a promuovere diete più salutari e a ridurre gli impatti socio-ambientali degli approvvigionamenti (Tecco & Dansero, 2024), la costruzione di
Fields of Study & Subjects
Educational and Social Studies
Italian Social Issues and Migration
Diverse academic and cultural studies
Publication details
- Journal / source
- Virtual Community of Pathological Anatomy (University of Castilla La Mancha)
- Publication date
- 1 January 2026
- Language
- IT